Non ha senso per me mantenere una situazione perché quello che ci muove di sottofondo è la paura. Anche io ne ho avuta rispetto al lavoro e ad altre situazioni e ancora mi capita di averne. Quando quella sensazione, che oramai riconosco molto bene nel mio corpo si affaccia, quello che faccio è iniziare a farmi domande per cercare di aprire la comprensione ad un livello più profondo.
La paura di per sé non è una cosa negativa in toto. Più che altro dipende con che occhi la guardiamo. Se voglio guardarla con occhi negativi, certo che allora sarà qualcosa con queste caratteristiche che assolutamente non vorrò osservare. Anzi mi rifiuterò con tutte le mie forze di sentirla.
Se invece imparo a ri-conoscerla e a fare un lavoro su di essa, allora il modo in cui la guarderò non sarà poi così negativo. Anzi potrebbe essere addirittura un segnale che la vita mi mette a disposizione di modo che io possa cambiare la mia rotta. La paura contiene di per sé dei messaggi, dei nodi che vanno sciolti, delle energie che vanno liberate.
Una volta chiarito questo punto sulla paura e spostate le tende che offuscano la visione, posso iniziare ad aprirmi e ad accettare qualcosa di nuovo. Oltre la paura c’è la felicità e io posso sceglierla.
Prova anche tu a ripeterti queste parole. OLTRE LA PAURA C’E’ LA FELICITA’ E IO POSSO SCEGLIERLA. Come ti senti a pronunciare ad alta voce queste parole? Se c’è ancora una sensazione di paura continua a pronunciare questa frase fino a che non sentirai qualcosa dentro di te sciogliersi e trasformarsi.
Ma perché il tema del lavoro, della paura, della ricchezza sono collegati tra loro? Come dicevo all’inizio, spesso le persone pure essendo infelici di quello che fanno come lavoro e lamentandosi di ciò, in verità non fanno nulla per cambiare la loro situazione, tramortiti ed addormentati dalla paura di cambiare, di guadagnare, di essere troppo felici rispetto a quello che sanno, che hanno conosciuto e sperimentato fino a quel momento. Sono collegati, perché la paura di cambiare può essere così forte da lasciarci storditi sulla strada pensando che quello che stiamo facendo sia sufficiente per vivere (o sopravvivere?). Rimaniamo così, fermi in situazioni che non ci soddisfano e mai ci soddisferanno, sotto pagati per svolgere un lavoro che di noi non dice nulla se non che siamo schiavi di tutto quello che vorremmo vivere e che in verità non viviamo nemmeno lontanamente.
Il lavoro, la ricchezza anche economica che ne consegue sono frutto di molto altro…
Sono frutto della visione che ciascuno di noi ha della propria realtà, sono frutto della capacità di credere in sé stessi oltremisura quando tutto e tutti sembrano remare contro e sarebbe più facile “accontentarsi”, sono frutto del coraggio, frutto della fiducia che se sono coerente con chi sono l’universo non potrà che ricompensarmi con l’abbondanza di cui solo lui è capace e che va oltre la capacità di ciascuno di noi di immaginare e sognare.
Sono frutto della attitudine di ciascuno di noi a sentirsi “ricco” dentro prima ancora di ricevere qualsivoglia ricchezza, sono frutto del ringraziamento anche quando fuori piove e tu sei senza ombrello, sono frutto di quel bagliore negli occhi proprio delle persone che amano profondamene quello che fanno e che ogni mattina si svegliano per realizzare sé stessi e regalare un pezzo di sé e della loro felicità al mondo.
Perché questo è davvero il segreto della RICCHEZZA: conoscersi, essere sé stessi, portare un servizio al mondo, e a quel punto l’energia della ricchezza arriverà a te in modo sempre più abbondante e in modi che nemmeno tu saprai.