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Chi è il giudice interiore? Perché è così importante conoscerlo e capire quali sono gli effetti della sua presenza nella tua vita?

Puoi riconoscerlo come la voce sabotante che ti parla continuamente e che critica, paragona, manipola ogni tua esperienza ed azione (per approfondire leggi qui).

Non importa che tu ne sia consapevole o meno, quell’automatismo è presente in ognuna di noi.

Oggi scoprirai come agisce nei rapporti affettivi. Se desideri una relazione appagante, in cui sentirti riconosciuta e amata per quella che sei veramente, continua a leggere.

COME AGISCE NELLE RELAZIONI AFFETTIVE

“Non sei tu che non vai bene, sono io che non riesco a rimanere in una relazione…mi sento soffocare…”
(disse Marco a Ginevra, troncando improvvisamente una relazione durata 4 anni in cui sembrava andare tutto liscio).

“Quando l’altro scoprirà chi sono mi lascerà…”
(ed è per questo che Anna cerca di essere accondiscendente e dire sempre di sì, anche quando vorrebbe dire di no!).

“Sto bene da sola, non voglio nessuna relazione!”
(Qualche anno fa, Maria ha sofferto molto per il suo divorzo e, da quel momento in poi, ha deciso di rimanere single).

Questi riferimenti sono casuali, ma alzi la mano chi non si è mai trovata in una di queste situazioni!
Nella vita è capitato a tutte di essere lasciate e di lasciare…ma, hai mai notato che nelle tue relazioni, spesso si presentano persone con le stesse caratteristiche e ti ritrovi a vivere gli stessi schemi e situazioni?

Quando ti accorgi che qualcosa nella relazione non sta funzionando come vuoi tu, di chi è la colpa? È tua o del partner? Qual è la storia che continui a raccontarti?

Andiamo per gradi.

All’inizio di una relazione è tutto bellissimo. Vorresti trascorrere ogni momento con l’altro, sembra che il tuo partner non abbia difetti e che tu abbia finalmente trovato l’amore della tua vita. In quel rapporto ogni tua richiesta di amore, attenzione e bisogni viene magicamente soddisfatta. Ti senti felice e completa, appagata come non mai.

Fin qui tutto ok, meraviglioso. La relazione va avanti e si cominciano a sperimentare le prime incomprensioni e i primi malesseri. Da dove derivano? Naturalmente, quando nella relazione ci sentiamo più sicure e fiduciose, iniziamo ad avanzare le nostre pretese. Maggiore presenza, più amore, più coinvolgimento. Viviamo, senza neanche rendercene conto, come se l’altro dovesse soddisfare le nostre necessità, senza se e senza ma.

È in questo preciso istante che vengono a galla i nostri auto giudizi più profondi e dolorosi, quando la nostra storia personale si intreccia con quella dell’altro.

In che modo accade?

Riviviamo inconsapevolemente le esperienze del passato.

 

DAL PRESENTE AL PASSATO

In questo caso non mi riferisco alle relazioni di coppia precedenti, ma al rapporto che abbiamo vissuto con i nostri genitori e a come ci hanno insegnato ad amare (o non amare).

Interiorizzando questa esperienza, finiamo per vivere tutti i rapporti affettivi attraverso quella relazione con i nostri genitori. Nella relazione attuale riviviamo il conflitto tra il bambino (che eravamo) e il genitore (che è il giudice).

Attraverso la relazione portiamo in campo tutte le nostre ferite e i nostri schemi irrisolti, viviamo la relazione come se fossimo ancora bambini e non gli adulti che in realtà siamo. Si incontrano e scontrano le nostre parti bambine, ciascuna con le proprie richieste, i propri bisogni e le proprie ferite. 

La relazione diventa così, il terreno migliore e il più fertile dove posso osservare questa dinamica conflittuale. A seconda del momento che vivi nella relazione, a volte ti identifichi con il bambino che riceve l’attacco e, a volte ti identifichi con il giudice che attacca (l’altro).

Solo quando inizi ad osservare concretamente questa dinamica ancora attiva dentro di te, puoi renderti conto che le relazioni sono tutte condizionate dal giudice e puoi iniziare a liberarti di queste dinamiche.

Chi entra in relazione non siamo noi, in tutta le nostra autenticità e vulnerabilità, ma le nostre ferite, il nostro dolore e i nostri schemi del passato.

Pretendiamo dall’altro quello che desideravamo dai genitori e che non è mai arrivato.

Ora sai perchè le relazioni possono essere così complicate e rappresentare il luogo delle aspettative disattese e di molta sofferenza.

Quando due persone sono in relazione, non sono soltanto i loro Io coscienti che partecipano, ma anche i loro Superego. (A.H. Almaas)

VIVERE LA RELAZIONE CONSAPEVOLE

Ora sai perchè può essere difficile avere una relazione e quanto è fondamentale fare un percorso interiore sul giudice.

Riconoscendo il giudice e i suoi condizionamenti, per arrivare ad amare prima Te stessa.

Amarti è lo step necessario per poter accogliere l’altro in modo incondizionato e vivere una relazione appagante e consapevole.

Tutto questo è possibile e puoi trovarlo nel corso “Libera di essere”, un percorso nato per accompagnarti alla scoperta di te oltre le definizioni del giudice.

Scopri tutto qui.

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Oriana Russi newsletter