COME ANDARE AVANTI NELLE SITUAZIONI DIFFICILI

COME ANDARE AVANTI NELLE SITUAZIONI DIFFICILI
Mettiti comoda/o. Trova il giusto tempo per dedicarti queste parole perché ti cambieranno e dopo questa lettura non sarai più la/o stessa/o.

  1. Sei in una situazione difficile?
  2. Vorresti tanto cambiare e non sai come fare, né da dove partire?
  3. Vorresti avere una bacchetta magica e cambiare all’istante ogni cosa?

 

Allora sei nel posto giusto.

 

Fai tre respiri, apriti al cambiamento, sii pronta/o a ricevere.

 

Ti è richiesto solo questo, la tua disponibilità a ricevere qualcosa di completamente diverso da quello che conosci e che hai ricevuto finora.

 

Per poter davvero cambiare devi essere disposta/o ad aprirti alla possibilità di cambiare tutto il tuo mondo. Non ho detto che poi davvero sia così, ma che tu abbia la semplice disponibilità nello scegliere quel cambiamento.

 

Ho una domanda per te: hai realmente chiesto un cambiamento o semplicemente vuoi un cambiamento?

 

Chiedere e volere. Due approcci completamente diversi. Volere significa che ti manca quel cambiamento e, la legge di attrazione, si sa come funziona. Se ti focalizzi su quello che ti manca è proprio quello che ti arriva.

 

COSA SI INTENDE PER CHIEDERE IL CAMBIAMENTO?

Chiedere il cambiamento significa sintonizzarsi su qualcosa di COMPLETAMENTE DIVERSO. Rendersi conto proprio qui, proprio ora che il vecchio modo in cui hai fatto le cose non funziona e passando per questa comprensione essere disposto ad abbracciare qualcosa di completamente diverso.

 

E SE QUEL QUALCOSA DI COMPLETAMENTE DIVERSO PER CUI TI SEI GIUDICATA/O SBAGLIATA/O FINORA, FOSSE PROPRIO LA TUA POTENZA PIÙ GRANDE?

COME SAREBBE SEMPLICEMENTE ESSERE DISPONIBILE A RICONOSCERE CHE QUELLA CHE GIUDICHI UN’ERRONEITÀ POTREBBE ESSERE PROPRIO IL CONTRIBUTO CHE IL MONDO STA RICHIEDENDO DA TE?

 

Chiedere un cambiamento diverso ha a che fare con la tua disponibilità a lasciar andare quello che non funziona (e che tanto conosci e a cui sei affezionato), per aprirti alla possibilità di qualcosa che ancora non esiste nel tuo mondo, qualcosa che non hai mai provato prima. È UNA SCELTA.

Hai imparato che per cambiare devi essere costretta/o, arrivare a stare male, soffrire. E se invece fosse più facile di così? Se bastasse fare una richiesta di cambiamento saresti disposta/o a provare? Sei davvero così abile ad aspettare che credi che questa sia l’unica realtà possibile?

 

Se ci fosse un metodo per cancellare ogni credenza che hai sul ricevere, sul come deve essere, sul come andare avanti nelle situazioni difficili lo sceglieresti proprio ora?

 

Ebbene, c’è un modo per imparare a funzionare diversamente, che non ha a che fare con quello che la tua mente ti dice di fare. Questo modo è imparare a chiederti che cosa sai. Che cosa è vero per te. Quello che tu sai è molto più rapido, veloce, autentico dei condizionamenti e delle credenze (obsolete) della tua mente.

 

CHIEDI E RICEVI

Fai una domanda e ricevi. Chiedi all’universo qualunque cosa, chiedi che ti mostri di cosa sei capace, chiedi che ti mostri la via della gioia e della felicità. E poi lascia che si mostri. Così com’è, non decidere tu come deve essere. Per una volta fidati e semplicemente osserva. Solo così potrai invitare qualcosa nella tua vita che non hai visto, né sperimentato prima d’ora.

 

L’unica cosa che ti è richiesta è l’apertura al cambiamento e di rilasciare ogni punto di vista sul come e sul quando e, semplicemente ricevere così com’è, come si mostra.

 

Se finora hai creduto che la vita fosse difficile e ingiusta, se pensi che le cose non possano mai cambiare allora è tempo che, TU, ti apra a qualcos’altro, qualcosa di davvero magico ed efficace, qualcosa che cancellerà qualunque punto di vista tu abbia su qualunque cosa.

 

Il vero punto è lo sceglierai?

 

Se vuoi saperne di più e provare qualcosa che può davvero cambiarti la vita clicca qui e scoprirai l’opportunità per accedere a quella realtà che hai sempre saputo esistere e che non avevi ancora mai trovato finora.

Ti aspetto e… buon cambiamento!

 

Non sei ancora iscritta alla newsletter? Questo è un buon momento per farlo! Ogni due settimane riceverai i contenuti più esclusivi per farti ottenere benessere a 360 gradi, tecniche magiche per il cambiamento e tante tantissime risorse in regalo solo per te!

 

Clicca mi piace e iscriviti:

Facebook: https://www.facebook.com/OrianaRussiCounselorOlistico/

Gruppo FB: La felicità è qui!

Instagram: https://instagram.com/orianarussi_counselor/

 

 

Ti è piaciuto e hai trovato utile questo articolo? #ShareTheLove: condividilo con i tuoi amici!

 

 

EMBODYING E RELIVING: DUE TECNICHE DI GUARIGIONE SOMATOPSICHICA

EMBODYING E RELIVING: DUE TECNICHE DI GUARIGIONE SOMATOPSICHICA
Queste due meravigliose e potentissime tecniche di cui vi parlo in questo articolo, le ho apprese qualche anno fa, frequentando il Master in Anatomia della Guarigione della d.ssa Erica Poli, grandissima psichiatra, psicoterapeuta e counselor italiana.

Durante questo bellissimo lavoro, ho avuto l’opportunità di confermare ciò che avevo già sperimentato nei miei studi e nella mia preparazione in psicosomatica e neuroscienze. Avevo trovato la conferma del fatto che i sintomi fisici di cui soffriamo ci parlano e lo fanno con un linguaggio tutto loro (in questo articolo parlo proprio di questo argomento).

Spesso sottovalutiamo il fatto che il sintomo fisico, che si manifesta attraverso il dolore, non è qualcosa che riguarda semplicemente il corpo. L’approccio scientifico degli ultimi anni ha paventato sempre di più, che il motivo del nostro malessere e quindi il conseguente insorgere della malattia, fosse legato solo a qualcosa di tangibile e/o di dimostrabile, escludendo completamente qualunque altro punto di vista. Niente di più falso. In tanti altri articoli del mio blog ho già affrontato questo tema e, di certo io ne sono convinta, non possiamo considerarci in modo separato e cercare le risposte solo nel mondo tangibile.

 

IL DOLORE COME MESSAGGIO NEL CORPO

Un problema nel corpo è un messaggio del corpo, ma non finisce solo lì e non è circoscritto nel corpo. Nella mia esperienza professionale e anche personale, ho potuto osservare in modo chiaro ed inequivocabile come la sofferenza corporea derivi da una disarmonia energetica, emotiva e che questa, non è altro che un disallineamento e quindi allontanamento dalla nostra anima. Con questo non sto dicendo che l’utilizzo di certe terapie manuali o dei farmaci non sia utile. Anzi. Spesso per poter lavorare ad un livello più profondo è necessario prima intervenire per alleviare il dolore, per poi avere la giusta lucidità per indagare nella nostra interiorità l’origine del nostro malessere.

Attenzione, la malattia e nemmeno il dolore possono e devono essere considerati come una sciagura o una punizione come tanti sarebbero portati a credere. Nulla di tutto ciò deve essere preso in considerazione. La malattia non è una punizione per un cattivo karma!

Proprio come dice E. Poli nel suo libro Anatomia della guarigione (se non l’hai ancora letto e vuoi acquistarlo puoi farlo cliccando qui)…“la funzione per cui il dolore fisico e la malattia giungono è quella di portarvi nuova consapevolezza, tanto che dovremmo bandire la parola stessa di malattia e sostituirla con quella di esperienza o, come ha detto qualcuno, di benattia.”

Cambiare la prospettiva e il nostro modo di guardare la malattia, il dolore, gli infortuni e più in generale le situazioni della vita, ci permette di accedere appunto ad un altro livello di consapevolezza. Questo può certamente portare a miglioramenti del sintomo, della malattia, a remissioni inaspettate della nostra sofferenza, fino a miglioramenti della nostra situazione di vita complessivamente intesa.

 

Non sappiamo di preciso quale sarà il risultato, ma di certo questo ci mette in una connessione profondissima con noi, in ascolto.

 

LE TECNICHE SOMATOPSICHICHE

Nella tecnica dell’Embodying si lavora con la sintomatologia algica ed essa può portare ad una potente accelerazione e trasformazione del sintomo. Questo lavoro crea un ponte tra noi e quello che ci ha fatto male, mettendoci in comunicazione spesso con esperienze emotive e più profondamente con atteggiamenti negativi e giudizi inclementi che noi stessi abbiamo tenuto nei nostri confronti e che continuaimo a darci in modo incessante.

Nel Reliving invece, poiché alcuni sintomi non rispondono correttamente ad alcune tecniche di rilascio emotivo (che si focalizzano solo sulle emozioni tipiche della persona), ma si riferiscono ad emozioni che sono entrate nel campo energetico del soggetto e che il soggetto ri-vive, ma che in verità non sono sue e che gli sono state trasmesse da altri soggetti (ad esempio un familiare).

La cosa curiosa e veramente potente di questa tecnica, a mio avviso, è che spesso si tende a credere che quello che determina le situazioni difficili della nostra vita siano solo ed esclusivamente quelle legate ad “emozioni negative”. Invece può accadere che le credenze limitanti che continuiamo ad agire  e che ci impediscono di vivere appieno il nostro potenziale, siano state veicolate assieme ad un vissuto positivo. Capite allora come sia più difficile così per un soggetto liberarsi della credenza, perché è come se il comando fosse: se ti liberi di quella credenza anche il ricordo positivo ad essa associato andrà via e sarà perso per sempre!

Insomma per riassumere, queste sono due tecniche potentissime, profondamente diverse e molto precise che ho avuto la fortuna di studiare e per cui ho ricevuto la certificazione (mi trovate anche nell’elenco dei professionisti che applicano l’approccio integrato della d.ssa Poli), che utilizzo nell’ambito dei miei percorsi di counseling con le persone, con risultati davvero soddisfacenti e per me questo essere disponibile e al servizio di chi sente di voler trasformare la propria vita è davvero un onore e fonte di gioia quotidiana.

 

Per approfondire leggi qui:

LA VIA DELLA GIOIA – percorsi di counseling

Prova le meditazioni gratuite in Risorse per te

Mi trovi anche nell’elenco collaboratori e friendship di Erica Poli

 

Non sei ancora iscritta alla newsletter? Questo è un buon momento per farlo! Ogni due settimane riceverai i contenuti più esclusivi per farti ottenere benessere a 360 gradi, tecniche magiche per il cambiamento e tante tantissime risorse in regalo solo per te!

 

Ti è piaciuto e hai trovato utile questo articolo? ShareTheLove: condividilo con i tuoi amici!

 

 

COME TI CAMBIO LA VITA CON I BARS

 COME TI CAMBIO LA VITA CON I BARS

Mmmm BARS… solo a sentire la parola già comincio a sentirmi meglio! Ehi! Non sai cosa sono i bars? Dobbiamo rimediare subito allora! Tu dirai e perché che cosa diavolo sarà mai? Cosa mi sono persa?

 

BARS: lo strumento che ti cambia la vita nel solo tempo di una seduta!

 

La mia storia personale con i bars inizia un po’ di tempo fa, quando due pazze e carissime amiche toscane mi parlano di questo strumento dal nome strano: Bars.

Queste due mie carissime amiche, sono anche due colleghe counselor e come me, sono sempre alla ricerca di tecniche, strumenti e di tutto quello che, nell’ambito del benessere funzioni e che quindi porti ad un risultato.

Certo, la premessa è che la persona che decide di intraprendere un percorso di cambiamento e di crescita personale si metta in gioco. Faccio questa premessa perché è davvero il tempo che cada il velo da questo argomento. Ho avuto clienti che dopo la prima seduta sono letteralmente scappati, perché non avevano nessuna intenzione (neanche minima) di mettersi in gioco, né tantomeno di impegnarsi concretamente per il loro cambiamento.

Ma ti dico subito che se vuoi perdere dei chili per tornare in forma non posso certo fare io la dieta per te e credi che questo ambito sia forse diverso? No. Non lo è. Chiarito questo punto, ritorniamo a noi.

Provo questa tecnica, cioè (in sostanza) ricevo una seduta di bars e woooow da qual momento nulla è più stato lo stesso. Davanti mi si è aperto un mondo di scelta e di consapevolezza.

 

CHE COSA SONO I BARS

La traduzione letterale significa barre. Che sono queste barre?

Negli anni 90, Gary Douglas si trovò a vivere la classica crisi per cui ad un certo punto, si era reso conto che la vita non potesse essere solo quello, che un po’ tutti noi siamo abituati a vivere e che crediamo che sia, ma che doveva esserci molto, ma molto di più.

Così, semplicemente arrivò a formulare una domanda (che ti invito a fare e che potrebbe cambiare ogni cosa del tuo mondo): che cosa posso essere, fare, avere, creare o generare che renderebbe la mia vita un posto migliore?

E così iniziò il suo viaggio. La sola domanda e la sola disponibilità a ricevere, gli permise di iniziare a far emergere i proprio doni e talenti. Così quello che successe, fu che iniziò a canalizzare informazioni e quello che si mostrò furono 32 barre che scorrono sulla nostra testa, che rappresentano determinate tematiche e che energeticamente racchiudono tutte le nostre convinzioni (di milioni di anni) su questi aspetti e che ci guidano dall’inconscio senza neanche accorgercene!!!

Ahi ahi ahi!! Questo si che è il vero problema!

 

Gandhi diceva: “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”.

 

Già il grande Mahatma sapeva che le nostre convinzioni determinano quella che è la nostra vita.

Ma noi ne siamo davvero consapevoli?

 

SULLA VIA DEL RISVEGLIO

Essere consapevoli non basta per cambiare una situazione. La consapevolezza ci serve solo per aprire la porta, per vedere quello che siamo, sulla base di quello che abbiamo appreso (quindi delle nostre idee e convinzioni).

 

Per il vero cambiamento dobbiamo scegliere.

LA SCELTA CREA IL CAMBIAMENTO, NON VICEVERSA.

 

A COSA SERVONO I BARS

I bars servono a spianare la strada a questa scelta.

Quando siamo presi da mille e una delle nostre convinzioni, dalle nostre assurde credenze e non siamo disponibili ad ascoltare altro, la prima cosa che possiamo percepire è che non c’è spazio. E se non c’è spazio indovina cosa ti succederà? Magari all’inizio ti mancherà il respiro, ma poi imparerai ad amare la tua gabbia.

 

MA E’ DAVVERO QUESTA LA VITA CHE VUOI?

 

ONESTAMENTE non credo. Per quanto tu possa essere inconsapevole, nessuno di noi ama la propria gabbia. E la cosa più sconcertante è credere di non avere scelta e ignorare che quella stessa gabbia l’abbiamo creata noi.

Ecco che cominciare a fare spazio e vedere “oltre le nostre” convinzioni ci permette di creare quello spazio in cui molteplici opportunità si manifesteranno, così da poter scegliere quella che percepiamo più in armonia con la nostra via: a cosa vorresti che assomigliasse la tua vita?

 

I bars fanno proprio questo: puliscono le tue convinzioni, cancellano le tue inutili storie, creano lo spazio per il tuo cambiamento. E come avviene tutto ciò? Cosa devo fare io?

DEVI ESSERE DISPONIBILE A RICEVERE!

 

COME FUNZIONANO

Fisicamente non devi fare altro che sdraiarti sul lettino e manifestare chiaramente dentro di te l’intenzione di ricevere. Poi quello che arriverà per te è, nello stesso tempo un mistero e un dono e dipende solo dalla tua capacità di lasciare aperta la porta e vedere quello che si manifesta per te.

 

DEVI SOLO SCEGLIERE DI RICEVERE E POI VEDERE COSA SI MOSTRA

 

Il trattamento dura poco più di un’ora, che è un tempo davvero piccolo se pensi che potresti aprirti e cambiare ogni cosa della tua vita solo scegliendola.

Che fare allora?

  • Se sei HAI VOGLIA DI CAMBIARE TUTTA LA TUA VITA e sei DISPONIBILE A RICEVERE non ti resta che scegliere i bars;
  • Se ti piace metterti in gioco e ricevere nuovi percorsi e trattamenti per il tuo benessere non ti resta che scegliere i bars;
  • Se ti piace divertirti e sei disponibile a giocare con un nuovo strumento che potrebbe cambiare ogni cosa, allora non ti resta che scegliere i bars.

 

Quella volta che li ho scelti e sono stata disponibile a ricevere,

tutta la mia vita è cambiata e da allora assomiglia ogni giorno e sempre di più all’energia che io voglio che sia la mia vita.

 

Come può essere meglio di così?

Vuoi saperne di più, leggi qui.

 

Ehi, non ti sei ancora iscritta alla newsletter? Daiii che aspetti! Clicca qui per entrare per ricevere tutta la magia che condivido solo lì!

 

 

IL POTERE DELLE DOMANDE

Il potere delle domande

Da poco è iniziato l’anno e, come spesso accade un po’ per tutti, questo è un momento in cui si cerca di mettere giù “i buoni propositi”, salvo poi perdersi già all’inizio della seconda settimana di gennaio.

Già, è vero, perché mantenere quello che ci si è ripromessi di fare è difficile soprattutto quando si parte da un’affermazione. Vogliomettermiadieta,praticarepiùsport,farepiùfatturatoriuscireaconciliaretuttelecosedellemiavita perfettamenteeeeee. No. Non ho sbagliato a scrivere…prova a rileggere tutto d’un fiato!

Ora, respira un attimo, che lo so, ti è già venuta l’ansia!!!

Propositi a volte di cose che mai e sottolineo mai faremo…e perché? Semplice.

Perché ogni volta che ci “definiamo” dentro i contorni limitati di una qualche affermazione, il nostro stesso essere infinito si limita e allora da qualche parte dentro di noi ci sentiamo costretti ad essere qualcosa che non siamo, a fare qualcosa che non ci sentiamo solo per adeguarci a dei canoni che non sono i nostri…insomma indossiamo un vestito che ci sta stretto (e non è per tutto quello che hai mangiato durante le feste!!!).

 

Ora, se il nostro essere si limita non c’è spazio. E se non c’è spazio come possiamo invitare nella nostra vita qualcosa di nuovo?

 

Ed ecco il motivo per cui in breve tempo abbandoniamo quello che con la mente ci eravamo ripromessi di fare…

 

IL POTERE DI MUOVERE OGNI ENERGIA – CREARE LO SPAZIO

Quando affermiamo qualcosa, qualunque cosa, semplicemente quello che succede è che rendiamo cristallizzata la nostra energia, non permettendo a nient’altro di manifestarsi nella nostra vita.

Nessuna idea nuova, nessun sentire, nessuna persona nuova, nulla di nulla. Chi segue quello che scrivo e i miei clienti sanno bene che, una delle cose su cui insisto è il potere della domanda. Questa bacchetta magica che possediamo e che è in grado di cambiare la nostra realtà in un secondowooooww penserete e come si fa? Niente di più semplice…

 

Imparando a stare nella domanda.

 

Semmai il difficile è rendersi conto che siamo in un’affermazione (ovvero scardinare uno schema che ci è stato insegnato da bambini, ovvero lo smettere di chiedere!!! Quante volte vi siete sentiti dire stai zitto oppure è così perché lo dico io?? Tutte frasi che hanno ucciso la nostra naturale capacità di stare nella domanda).

 

Qui il punto, ed è la chiave per far funzionare la domanda, è quello di farla e di non aspettarsi una certa risposta, ma di percepire solo l’energia che una domanda è in grado di sollevare.

 

Proprio così, hai letto bene.

 

Le domande hanno il potere creare lo spazio e di smuovere l’energia (e anche le montagne).

 

TI RACCONTO UNA STORIA

Da ieri, continuo ogni tanto a ripetermi questa domanda: che cosa sono disposta a ricevere oggi che cambierebbe tutto il mio universo? (E’ divertente sai, chiedere e poi stare a vedere cosa si mostra…l’Universo è in grado di essere davvero generoso con noi in modi così fantasiosi che nemmeno immaginiamo…)

Ebbene questa mattina, tra le mie varie attività, la mamma, la blogger, la professionista, anche io devo compiere delle incombenze. Ed oggi era il turno del pagamento del bollo dell’auto.

Ebbene…esco di casa in bici…sono due anni che non la prendo…quasi muoio pedalando dalla fatica e dal freddo, arrivo in agenzia e mi dicono che ci sono una serie di errori sul pagamento del bollo della mia auto…mmm ok.

Chiedo meglio di che si tratta e nel frattempo nella mia testa inizio a chiedere…ok…cos’altro è possibile qui?

Dopo un’attenta ricerca, la cortese fanciulla mi dice che io ho pagato per la concessionaria un bollo che non avrei dovuto e che spettava a loro… 😀 (evvivaaaaa!!) e che lei avrebbe potuto far slittare quella somma sul nuovo pagamento, bastava portassi la ricevuta.

Ora, la vecchia me avrebbe rimuginato qualcosa sulla scocciatura del tornare a casa a recuperare una ricevuta in mezzo ad una marea di carte, in un momento in cui…diciamo che il tempo per me è davvero una ricchezza e averlo per fare tutte le mie attività è davvero una fortuna.

Insomma riprendo la bici.. faccio tutto il resto delle altre cose, ritorno a casa a riprendere questa benedetta ricevuta et voilà… bollo pagato per ben 10, 28 euroooo!!! Ora voi direte e che cavolo c’entra con il fare le domande, ed essere disposti a ricevere?

 

C’entra tutto… perché facendo anche solo una domanda, quello che può mostrarsi è davvero tutto il contrario di quello che ti aspettavi.

 

Perché la vecchia me si sarebbe aspettata di pagare 180 euro di bollo. E se fossi andata convinta di questo, avrei trovato esattamente quella cifra.

Questo è solo un esempio della magia che le domande possono fare, ma quello che conta è che tu sappia che POSSONO SMANTELLARE CREDENZE E MUOVERE LE MONTAGNE.

 

Se sei nell’energia della domanda OGNI COSA E’ POSSIBILE.

 

Impararlo è semplice, ma richiede costanza. Un modo per farlo è iniziare a rimanere connessa a quello che ti comunicherò ancora su questo argomento oppure posso suggerirti anche un’altra meravigliosa strada: ricevere i BARS… Una magia che ti apre ogni porta e ti introduce al potere della domanda.

Sei curiosa e vuoi saperne di più? Clicca qui.

 

 

SULLA MEMORIA CORPOREA E DINTORNI

SULLE MEMORIA CORPOREA E DINTORNI

Oggi voglio affrontare un argomento
che sono sicura essere conosciuto da poche persone e con molta probabilità quelle persone che conoscono la memoria corporea sono più addetti ai lavori.

È un argomento davvero molto vasto, ma non mi dilungherò molto sulla parte più tecnica, ma affronterò maggiormente l’aspetto emotivo e trasformativo.

Una delle cose che personalmente pensavo, rispetto al tema memoria, era che questa fosse solo ed esclusivamente qualcosa che succedeva nella mia mente e attraverso di essa, e come spesso è successo per tante cose ho dovuto ricredermi, rimuovere la mia credenza “errata” e studiare, informarmi, aprirmi a qualcosa di diverso. L’approccio più fisico alla memoria ho potuto riscontrarlo prima teoricamente, quando specializzandomi come operatore in biodinamica cranio sacrale ho capito molte cose in più del corpo e alcune davvero sorprendenti! Per prima cosa ho dovuto ricredermi sulla mia stessa convinzione “piuttosto riduttiva” del corpo come un involucro, cosa che mi faceva sentire autorizzata a maltrattarlo quando non rispondeva adeguatamente alle mie (a volte assurde) richieste. Mi toccava “fermarmi forzatamente” ad ascoltarlo solo quando mi faceva male. Per fortuna ho poi invertito questa malsana abitudine e oggi, grazie a quella esperienza mi ritrovo a guidare i miei clienti su questo sentiero di conoscenza e trasformazione profonda.

 

RI-MEMBRARE: I RICORDI NEL CORPO

Il corpo dicevamo, non è solo un involucro, ma una manifestazione intelligente dell’essere. Di questo aspetto vi ho già ampiamente parlato nello scorso articolo come far parlare il sintomo, che vi invito a leggere se ancora non lo avete fatto. Il corpo è una manifestazione intelligente dell’essere che ci permette di fare l’esperienza, nel qui e ora, di questa vita e pertanto già solo per questo meriterebbe maggior rispetto e attenzione nell’essere trattato e soprattutto amato, visto che senza di lui c’è poco da fare! Ma cosa fondamentale il corpo trattiene ogni memoria da quando siamo stati concepiti fino ad oggi. Ogni vissuto emotivo, ogni caduta, ogni trauma, ogni parola non detta è trattenuta lì, nel tessuto connettivo. Il corpo è una fonte inesauribile di informazioni ed è custode di tutto quello che non possiamo o non vogliamo dire o ci fa male ricordare.

Personalmente posso dirvi di come il corpo sia stato per me la chiave di profonda comprensione e guarigione del corpo. Come quando ho liberato durante delle sedute di cranio sacrale le mie memorie corporee di tanti anni prima legate ad un incidente stradale in moto e al mio parto.  Vi chiederete come mai succede questo? Come fa il corpo a trattenere queste informazioni? In parole semplici, il corpo vive l’esperienza prima che la stessa venga elaborata verbalmente! E questo è chiaro soprattutto nei bambini, nei primi due anni di vita quando non avendo ancor imparato a parlare trattengono la memoria nel centro delle emozioni per eccellenza: l’amigdala. Questo significa che la memoria di un bambino, ma non solo la sua è fatta di sensazioni ed emozioni prima di tutto! E solo in un secondo tempo ci sarà la verbalizzazione di quell’evento e quindi un ulteriore passaggio fatto dal cervello. Tutto questo per dire che è particolarmente interessante, e lo osservo nei miei clienti (che scelgono di fare un lavoro corporeo con il cranio sacrale e altre tecniche), vedere come il corpo trattenga vissuti legati ad esempio al momento della nascita, piuttosto che ricordi di quando eravate ancora feto nella pancia della mamma (ricordi senza parole).

E così a volte ci sono paure, comportamenti e atteggiamenti che non sappiamo spiegare ed etichettiamo con uno sbrigativo: “Sono fatto così!”. Bé, diciamo che in quel sono fatto così potrebbe esserci una spiegazione molto profonda che va ben oltre le parole. Il punto non è tanto quando quel sono fatto così è positivo, ma siate sinceri con voi prima di tutto, quando usiamo questa espressione di solito ci riferiamo a qualcosa che tutto è tranne che positiva. Allora il mio invito è: se c’è qualcosa che ti disturba, qualcosa che non capisci, ma va così, qualcosa a cui non sai dare una spiegazione, esplora il tuo corpo. Lì troverai tutte le risposte e spesso anche le soluzioni, le trasformazioni e il cambiamento.

C’è qualcosa di te che non comprendi fino in fondo e vuoi sapere come fare…? Scrivimi a info@orianarussi.it

 

 

COME AFFRONTARE L’ANSIA IN 3 SEMPLICISSIMI STEPS

COME AFFRONTARE L’ANSIA IN 3 SEMPLICISSIMI STEP
Come avrete già letto nel titolo, oggi voglio parlare di qualcosa di cui tutti, almeno una volta nella vita abbiamo sofferto. Anzi, alzi la mano chi non si è sentito ansioso almeno una volta nella vita. Parlo di quella sensazione classica di malessere per cui hai dei pensieri ossessivi legati al futuro, quando non sai bene cosa accadrà (e in verità MAI e dico MAI potrai saperlo) e ti fai prendere dal cuore che batte, dal nodo allo stomaco, da una sorta di stordimento e così via. I sintomi dell’ansia possono essere diversi e ciascuno di noi sa bene in che modo può viverli. Io ad esempio, quando mi sento in ansia tendo a stringere molto i denti tra di loro procurandomi dei gran mal di testa e anche di mandibola!

Per fortuna però con il tempo ho imparato a gestirla e a lasciare andare. Ma vediamo quali sono le 3 tecniche che io personalmente utilizzo per gestire ed abbassare la soglia dell’ansia in un percorso che abbraccia più livelli: corpo, cuore e mente.

Per fare un lavoro decisamente più completo per prima cosa ti consiglio di farti qualche domanda. Innanzitutto chiediti cosa è l’ansia per me? Come la vivo nel corpo? Come riconosco che è ansia e non qualcos’altro? Forse ti chiederai perché ti faccio questo domande. Bene. È presto detto. Ogni qualvolta ci interfacciamo con qualcosa che vogliamo indagare è importante, anzi oserei dire fondamentale, farsi qualche domanda e mettere in discussione quello che ci sembra chiaro. È importante perché, spesso e nella stragrande maggioranza dei casi, abbiamo imparato ad etichettare e categorizzare qualcosa perché così ci è stato insegnato da mamma e da papà. Quando le informazioni ci sono arrivate noi non avevamo ancora né capacità di discernimento, né quella di capire se quell’insegnamento corrispondeva al vero o no, abbiamo finito per prenderlo come una verità mai più messa in discussione. Se qualcuno ci ha detto ad esempio la classica frase “mamma mia che ansia questa situazione”, noi da bravi bambini abbiamo iniziato a pensare che tutte le situazioni con quelle stesse caratteristiche fossero foriere di ansia, ma siamo sicuri che per noi fosse vera quella cosa, quella situazione, quella sensazione? Ok fatta questa premessa fatevi sempre domande. Le domande sono in grado di muovere le energie e la cosa più bella di tutto questo gioco è che non occorrono risposte. L’energia parla da sé.

Ma ritorniamo alle mie personali tecniche di gestione e dissolvimento dell’ansia.

Partiamo innanzitutto dal corpo. Quando mi accorgo di essere in ansia la prima cosa che faccio è cercare di prendermi uno spazio per me che non vuol dire prendo il primo volo per l’Himalaya e non torno più o penso di andare a meditare in India! Non occorre creare nulla di diverso da quello che stiamo già vivendo. È sufficiente chiudere gli occhi e prendersi un attimo per sé. Se quando si presenta l’ansia siete al lavoro e magari non potete chiudere gli occhi, ricordatevi che questa è una tecnica che va esercitata quindi potete farla in via preventiva ogni volta che volete, per cui ad esempio quando siete a casa tranquilli a letto o comunque in bagno (se avete figli sappiate che vi rincorreranno anche lì) o in garage nella vostra auto prima si salire in casa. Insomma siate fantasiosi! Chiudendo gli occhi cercate a questo punto solo di portare l’attenzione al vostro respiro. Noterete che quando siete in ansia il respiro ha delle caratteristiche differenti.  A questo punto osservata questa cosa, cercate di ampliare un pochino il respiro. So bene quanto sia difficile farlo quando si è in preda all’ansia ed è per questo che vi consiglio di iniziare a farlo in prevenzione, di modo che imparata molto bene la tecnica sia poi facile farla quando ne avrete davvero bisogno. Lasciatevi riposare in quel respiro.

Man mano che andate avanti noterete che più vi rilassate nel vostro respiro più le tensioni trattenute dal vostro corpo cominceranno a dissolversi. Questo succederà naturalmente perché le tensioni sono una naturale risposta del corpo che si sottrae alla forza di gravità (come per scappare dalla terra). Mentre quello che succede quando respiro è proprio che queste tensioni cominciano ad allentarsi e io comincio ad abbandonarmi a quella forza: mi rilasso in me.

A questo punto possiamo scendere nel secondo punto. Quando abbiamo respirato a sufficienza in modo da ottenere come risultato la sensazione di scioglimento delle tensioni, allora possiamo cominciare a sentire che c’è una maggiore sensazione di apertura. Quella maggiore sensazione di apertura e di spazio è possibile percepirla e portarla intenzionalmente soprattutto nella pancia e lasciarla piano piano scendere nelle gambe immaginando che l’aria che entra arrivi fino ai piedi e da qui si diramino le nostre radici. Possiamo vederle affondare direttamente nella terra e noi abbandonarci ancora di più con fiducia a questo rilassamento.

Se continuate a respirare posso garantirvi che queste sensazioni cominceranno a pervadere tutto il corpo e potrete volontariamente sentirle nel cuore. Respirando nel cuore non c’è ansia che possa resistere, sarà come vedere sciogliersi la neve al sole. Respirare nel cuore vuol dire respirare nel presente e attivarne le sue potenzialità guaritrici, mentre l’ansia è la cattiva abitudine di respirare (pensando che si possa fare) nel futuro! A questo punto non c’è altro da fare che pronunciare questa frase ad alta voce: non c’è nessun motivo per essere in ansia, tutto è perfetto così com’è ed io ho tutte le risorse per affrontare questa situazione. Respiro nel corpo, respiro nel cuore ed ho fiducia che tutto andrà per il meglio.

Certo…non esistono ricette perfette, ma esistono gli inizi… e allora tu che cosa aspetti ad iniziare?

Cliccando sul link puoi sperimentare la meditazione della guarigione.